lunedì 4 luglio 2011

Priverno - Fossanova

     Nuvoloni neri si affacciano all'orizzonte, avanspettacolo della pioggia. L'odore inizia a divenir più acre costringendomi a chiudere il finestrino. Gocce di varie dimensioni riempiono a poco a poco il mio campo visivo riportando alla mente ricordi di bambina quasi del tutto dimenticati.
     Ed ecco la stanza, l'asse da stiro e mia zia riaffiorare prepotentemente, come sottofondo una vecchia filastrocca ed io, bambina, persa in ogni piccola goccia. Ancora oggi riesco a perdermi in una goccia... Quanto vorrei perdermi in questo momento! Quanto vorrei lasciar andar via ogni pensiero, ogni singolo movimento della mia mente e lasciarmi andare al sonno. Un sonno senza sogni, un sonno lungo e ristoratore. Un sonno rigenerante. Per essere nuova, per essere meno attenta. Vorrei lasciare andare i miei sentimenti magari anche cancellarli con forza, ma smettere di reprimerli continuamente. Si dice che la comprensione di uno stato sia un inizio, secondo me si tratta piuttosto di una fine. Almeno nel mio caso la consapevolezza non è mai un bene. Finisco sempre per assumere una posizione più defilata e a scomparire pian piano, col mio pesante bagaglio sentimentale e non. 
     Ero talmente assorta in questi pensieri da aver perso la cognizione del luogo in cui mi trovavo. Mi ero nuovamente persa in una goccia tant'è che il passaggio di un treno nella direzione opposta mi aveva riportato alla realtà con un rumoroso sussulto che aveva finito col provocare l'ilarità generale del vagone. Ho riso a mia volta per stemperare l'imbarazzo, manovra chiaramente poco riuscita. Non sono mai stata molto brava nel mentire, nel nascondere i miei stati d'animo. Dovrò imparare per forza di cose, non posso continuare ad esser schiava delle mie verità. Un giorno, forse, la smetterò di combattere contro i mulini a vento...
    

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