Un sentiero, anche se battuto mille volte, lascia sempre qualche sorpresa. Tornare sui propri passi ci consente sempre visioni differenti. L'occhio riesce a percepire in maniera più chiara quello che fino a qualche secondo prima aveva tralasciato, impegnato com'era dalla visione d'insieme. Anche i pensieri nascondo sempre altri pensieri e, forse, ripercorrendoli più volte lasceranno spazio a visioni inaspettate del nostro io.
Ho sempre amato i treni fin da bambina, mi trasmettono un senso di libertà. Anche se, riflettendo, corrono in direzioni prestabilite e liberamente si muovono ben poco. Stretta al mio sedile mi lascio guidare dal finetrino in luoghi sempre nuovi lasciando la mia rigogliosa fantasia libera di creare. Non mi fermo mai troppo, riprendo sempre quasi subito a viaggiare in una corsa frenetica da idea a idea, così da non restare mai, tanto da non fermare mai nulla più di quanto sia strettamente necessario. A volte però mi dovrei fermare. Dovrò pure metter radici. Non posso continuare sempre a viaggiare. Ma un'idea ha radici? Un'idea può appartenerti per sempre o visitarti solo di tanto in tanto, ma non per questo è meno idea. E forse restare o andare non sono poi così lontani. Non si può decidere di restare se non si è andati da nessuna parte. E forse una cosa dipende dall'altra nel gioco ineluttabile del destino.
Se potessi scegliere cosa essere nel gioco delle parti sarei di sicuro un'idea. Continuerei ad esistere ad libitum assecondando il ritmo dell'universo, appartenendo a tutti e a nessuno, meno che mai a me stessa. Sarei e non sarei. Resterei anche mentre vado via e non andrei mai via senza sapere di restare.
Il treno continua il suo viaggio mentre le varie persone lasciano proliferare i loro pensieri, mentre centinaia di storie s'intrecciano. Chissà che parte ci è stata riservata!! Protagonisti o comparse, tutti ne abbiamo una e il canovaccio ci contiene tutti. Il treno si affaccia all'ennesima stazione e la mia mente ancora non è partita...
Ho sempre amato i treni fin da bambina, mi trasmettono un senso di libertà. Anche se, riflettendo, corrono in direzioni prestabilite e liberamente si muovono ben poco. Stretta al mio sedile mi lascio guidare dal finetrino in luoghi sempre nuovi lasciando la mia rigogliosa fantasia libera di creare. Non mi fermo mai troppo, riprendo sempre quasi subito a viaggiare in una corsa frenetica da idea a idea, così da non restare mai, tanto da non fermare mai nulla più di quanto sia strettamente necessario. A volte però mi dovrei fermare. Dovrò pure metter radici. Non posso continuare sempre a viaggiare. Ma un'idea ha radici? Un'idea può appartenerti per sempre o visitarti solo di tanto in tanto, ma non per questo è meno idea. E forse restare o andare non sono poi così lontani. Non si può decidere di restare se non si è andati da nessuna parte. E forse una cosa dipende dall'altra nel gioco ineluttabile del destino.
Se potessi scegliere cosa essere nel gioco delle parti sarei di sicuro un'idea. Continuerei ad esistere ad libitum assecondando il ritmo dell'universo, appartenendo a tutti e a nessuno, meno che mai a me stessa. Sarei e non sarei. Resterei anche mentre vado via e non andrei mai via senza sapere di restare.
Il treno continua il suo viaggio mentre le varie persone lasciano proliferare i loro pensieri, mentre centinaia di storie s'intrecciano. Chissà che parte ci è stata riservata!! Protagonisti o comparse, tutti ne abbiamo una e il canovaccio ci contiene tutti. Il treno si affaccia all'ennesima stazione e la mia mente ancora non è partita...