Nuvoloni neri si affacciano all'orizzonte, avanspettacolo della pioggia. L'odore inizia a divenir più acre costringendomi a chiudere il finestrino. Gocce di varie dimensioni riempiono a poco a poco il mio campo visivo riportando alla mente ricordi di bambina quasi del tutto dimenticati.
Ed ecco la stanza, l'asse da stiro e mia zia riaffiorare prepotentemente, come sottofondo una vecchia filastrocca ed io, bambina, persa in ogni piccola goccia. Ancora oggi riesco a perdermi in una goccia... Quanto vorrei perdermi in questo momento! Quanto vorrei lasciar andar via ogni pensiero, ogni singolo movimento della mia mente e lasciarmi andare al sonno. Un sonno senza sogni, un sonno lungo e ristoratore. Un sonno rigenerante. Per essere nuova, per essere meno attenta. Vorrei lasciare andare i miei sentimenti magari anche cancellarli con forza, ma smettere di reprimerli continuamente. Si dice che la comprensione di uno stato sia un inizio, secondo me si tratta piuttosto di una fine. Almeno nel mio caso la consapevolezza non è mai un bene. Finisco sempre per assumere una posizione più defilata e a scomparire pian piano, col mio pesante bagaglio sentimentale e non.
Ero talmente assorta in questi pensieri da aver perso la cognizione del luogo in cui mi trovavo. Mi ero nuovamente persa in una goccia tant'è che il passaggio di un treno nella direzione opposta mi aveva riportato alla realtà con un rumoroso sussulto che aveva finito col provocare l'ilarità generale del vagone. Ho riso a mia volta per stemperare l'imbarazzo, manovra chiaramente poco riuscita. Non sono mai stata molto brava nel mentire, nel nascondere i miei stati d'animo. Dovrò imparare per forza di cose, non posso continuare ad esser schiava delle mie verità. Un giorno, forse, la smetterò di combattere contro i mulini a vento...
Il viaggio di un'anima
lunedì 4 luglio 2011
martedì 14 giugno 2011
Monte S. Biagio
Un sentiero, anche se battuto mille volte, lascia sempre qualche sorpresa. Tornare sui propri passi ci consente sempre visioni differenti. L'occhio riesce a percepire in maniera più chiara quello che fino a qualche secondo prima aveva tralasciato, impegnato com'era dalla visione d'insieme. Anche i pensieri nascondo sempre altri pensieri e, forse, ripercorrendoli più volte lasceranno spazio a visioni inaspettate del nostro io.
Ho sempre amato i treni fin da bambina, mi trasmettono un senso di libertà. Anche se, riflettendo, corrono in direzioni prestabilite e liberamente si muovono ben poco. Stretta al mio sedile mi lascio guidare dal finetrino in luoghi sempre nuovi lasciando la mia rigogliosa fantasia libera di creare. Non mi fermo mai troppo, riprendo sempre quasi subito a viaggiare in una corsa frenetica da idea a idea, così da non restare mai, tanto da non fermare mai nulla più di quanto sia strettamente necessario. A volte però mi dovrei fermare. Dovrò pure metter radici. Non posso continuare sempre a viaggiare. Ma un'idea ha radici? Un'idea può appartenerti per sempre o visitarti solo di tanto in tanto, ma non per questo è meno idea. E forse restare o andare non sono poi così lontani. Non si può decidere di restare se non si è andati da nessuna parte. E forse una cosa dipende dall'altra nel gioco ineluttabile del destino.
Se potessi scegliere cosa essere nel gioco delle parti sarei di sicuro un'idea. Continuerei ad esistere ad libitum assecondando il ritmo dell'universo, appartenendo a tutti e a nessuno, meno che mai a me stessa. Sarei e non sarei. Resterei anche mentre vado via e non andrei mai via senza sapere di restare.
Il treno continua il suo viaggio mentre le varie persone lasciano proliferare i loro pensieri, mentre centinaia di storie s'intrecciano. Chissà che parte ci è stata riservata!! Protagonisti o comparse, tutti ne abbiamo una e il canovaccio ci contiene tutti. Il treno si affaccia all'ennesima stazione e la mia mente ancora non è partita...
Ho sempre amato i treni fin da bambina, mi trasmettono un senso di libertà. Anche se, riflettendo, corrono in direzioni prestabilite e liberamente si muovono ben poco. Stretta al mio sedile mi lascio guidare dal finetrino in luoghi sempre nuovi lasciando la mia rigogliosa fantasia libera di creare. Non mi fermo mai troppo, riprendo sempre quasi subito a viaggiare in una corsa frenetica da idea a idea, così da non restare mai, tanto da non fermare mai nulla più di quanto sia strettamente necessario. A volte però mi dovrei fermare. Dovrò pure metter radici. Non posso continuare sempre a viaggiare. Ma un'idea ha radici? Un'idea può appartenerti per sempre o visitarti solo di tanto in tanto, ma non per questo è meno idea. E forse restare o andare non sono poi così lontani. Non si può decidere di restare se non si è andati da nessuna parte. E forse una cosa dipende dall'altra nel gioco ineluttabile del destino.
Se potessi scegliere cosa essere nel gioco delle parti sarei di sicuro un'idea. Continuerei ad esistere ad libitum assecondando il ritmo dell'universo, appartenendo a tutti e a nessuno, meno che mai a me stessa. Sarei e non sarei. Resterei anche mentre vado via e non andrei mai via senza sapere di restare.
Il treno continua il suo viaggio mentre le varie persone lasciano proliferare i loro pensieri, mentre centinaia di storie s'intrecciano. Chissà che parte ci è stata riservata!! Protagonisti o comparse, tutti ne abbiamo una e il canovaccio ci contiene tutti. Il treno si affaccia all'ennesima stazione e la mia mente ancora non è partita...
lunedì 30 maggio 2011
Fondi-Sperlonga
Le persone iniziano a prender posto e il vociare si fa sempre più intenso. La mente fa fatica a divagare lasciandosi rubare da gesti ed odori. Una donna urla qualcosa in un telefono mentre un'altra ride chiassosamente. Cerco inutilmente di indirizzare i miei pensieri e finisco con l'ascoltare fatti e cose che non mi interessano minimamente.
Respiro a lungo, accendo il lettore MP3 e Citizen Cope viene in aiuto trasportandomi in un'altra direzione. Poco distante da me una giovane coppia gioca intimamente regalando sorrisi mentre un uomo, invidioso di quel divertimento quasi dimenticato, brontola sommessamente sfogliando un quotidiano.
Mi ritrovo a pensare a momenti ormai passati, lontani nel tempo. Pensieri che vorrei accantonare e che invece si rincorrono furiosamente nella mia mente. Mi rendo conto di averli allontanati troppo a lungo fortificandoli inconcepibilmente. Adesso saranno forse più difficili da sradicare ma non lascerò spazio a disfattismi di sorta.
L'arrivo del controllore mi prende di sprovvista riportandomi ad una realtà che avevo abbandonato poco prima. Mostro il titolo di viaggio ed il mio miglior sorriso, aspetto si allontani e cerco di raggiungere quei pensieri da poco ritrovati.
L'arrivo del controllore mi prende di sprovvista riportandomi ad una realtà che avevo abbandonato poco prima. Mostro il titolo di viaggio ed il mio miglior sorriso, aspetto si allontani e cerco di raggiungere quei pensieri da poco ritrovati.
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martedì 24 maggio 2011
Finestrino o Corridoio?
E finalmente arriva il momento della partenza. Valigie alla mano sono pronta ad intraprendere il viaggio. Seduta al mio posto, vicino al finestrino, mi lascio andare ai pensieri. I paesaggi si alternano freneticamente, devo riuscire a focalizzarli altrimenti tutto sarà stato vano.
Guardando la mia città che si allontana, addormentandosi nel mare, la paura si miscela all'euforia. Mi tornano alla mente gli eterni moniti e temo di aver fatto la scelta errata. Sono fatta per restare? Tutti siamo pronti a scappare, l'allontanamento è forse la soluzione più comune. Il difficile è restare. Il mio viaggio non nasce come fuga, come allontanamento dalla realtà e , se intimamente di questo dovesse trattarsi, me ne renderò conto solo all'arrivo. E' un percorso obbligato, una necessità del mio essere. Il bisogno di comprendere meglio quello che sono o non sono. L'unica via per limitare la noia.
Che strana parola, la noia! Tanto piccola eppure tanto pesante. Così corta nell'essere e così invadente nell'esistere. Credo mi abbia sempre contraddistinto. Fin dalla tenerà età. Ho sempre sentito la necessità di fare tante cose, e tante cose nuove ogni giorno. Ho guardato al mondo con occhi diversi ogni istante, ho giocato con le mie innumerevoli passioni continuamente per non permetterLe di stabilirsi stabilmente nella mia esistenza. Eppure non sono mai riuscita a limitare le sue visite e credo mai ci riuscirò. Nel profondo, comunque, credo mi sia fondamentale questo timore di abbandono alla noia, se così non fosse non muoverebbe le mie azioni tanto abilmente, e finirei col restare, anche quando dovrei andare.
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venerdì 20 maggio 2011
La partenza
Di solito i viaggi mi affascinano. L'idea di partire mi entusiasma di per sè. Questa volta invece non è la stessa cosa. Stavolta devo partire. E si tratta di un viaggio diverso. Ho bisogno di andare alla radice. Ho bisogno di comprendere il perchè di tante cose. E, soprattutto, ho bisogno di vedere le cose in un'altra angolazione, di osservare tutto con occhi diversi. Un blog, mi sono detta, è l'ideale. Condividere i pensieri è fondamentale al mio viaggio.
Magari tutto è più semplice di quello che mi appare. E la complessità, del resto, non è che un insieme di parti semplici. Il problema di fondo è la comprensione. Essenzialmente non mi comprendo. Non comprendo le mie reazioni, le mie paure. O, forse, le comprendo troppo bene e cerco di fuggirle.
Molto probabilmente, devo analizzare le cose in maniera differente. Devo fare luce sul problema reale. Vi è mai capitato di sentirvi così destabilizzati? Di non riuscire a capire da che parte andare? Credo che tutti affrontino, bene o male, con le stesse difficoltà i cambiamenti e le situazioni che la vita ci propone. A volte però sembra più difficile di altre... Come recita un famoso detto popolare: "Chi ben comincia è a metà dell'opera" ed io confido questo sia un buon inizio...
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